Dante nel Rinascimento europeo. Religione e politica Convegno internazionale Universität Bern, 3 dicembre 2021 – Call for papers

Organizzatrici: Erminia Ardissino (Università di Torino), Giovanna Cordibella (Università di Berna)

Il convegno intende esplorare come l’opera di Dante sia stata diffusa, tradotta, interpretata e rifunzionalizzata, ma anche sottoposta a manipolazioni, nella temperie religiosa del Rinascimento europeo e nel periodo di fondazione del mondo politico moderno. Se da un lato, alla fine del XV secolo, a Firenze, il poeta era a torto considerato il traduttore dei sette salmi penitenziali e l’autore di un Credo, testi pubblicati con successo e con varie ristampe, nel secolo successivo la Commedia e il trattato politico De Monarchia furono portati a esempio di posizioni antipapali, in special modo nel mondo riformato e in ambienti eterodossi. In tal senso emblematico è il Catalogus testium veritatis (1556), compilato dal teologo luterano Flacio Illirico, dove Dante è annoverato tra gli antecedenti di una critica al papato precorritrice delle idee riformate. Proprio in questa congiuntura culturale e religiosa, a soli tre anni dalla stampa del Catalogus, usciva nel cuore della Svizzera protestante l’editio princeps del De Monarchia. Il convegno si propone di esplorare l’uso di questo trattato politico e dell’opera dantesca non solo nelle controversie confessionali, bensì anche nel processo di fondazione di una nuova scienza politica in Europa, indipendente dalla religione.

Incoraggiamo particolarmente la partecipazione di studiose/i che lavorino sulla ricezione e interpretazione di Dante nello spazio culturale non italiano, in stati coinvolti nella Riforma. Sono graditi interventi che affrontino queste possibili – ma non esclusive – prospettive di indagine:

  • la traduzione delle opere di Dante, le loro strategie e vicende editoriali nella cultura europea del Cinquecento;
  • la manipolazione, l’uso politico e/o religioso degli scritti danteschi nei conflitti religiosi in Italia e in Europa ai fini di supportare o attaccare le varie identità confessionali;
  • il dialogo con le opere di Dante nei testi letterari eterodossi (italiani e non);
  • l’uso del Monarchia e dell’opera dantesca nel processo di fondazione di una nuova scienza politica.

Proposte di intervento, accompagnate da titolo, abstract (max 300 parole) e un curriculum vitae devono essere inviate entro il 20 giugno 2021 agli indirizzi erminia.ardissino@unito.it e giovanna.cordibella@rom.unibe.ch. Una decisione riguardo alle proposte verrà comunicata entro il 15 luglio via e-mail. Le lingue di lavoro del convegno saranno l’italiano, l’inglese e il tedesco. L’abstract può essere inviato in una di queste lingue.

Stiamo pianificando lo svolgimento del convegno in presenza. Tuttavia, qualora le condizioni epidemiologiche non lo permettano, ci si riserva la possibilità di svolgere il convengo on-line. Le spese di viaggio e di soggiorno saranno a carico dell’organizzazione. È prevista la pubblicazione degli atti.

XI. Dies Romanicus Turicensis

Praesentia / Absentia

Nuovi spazi d’intercambio nello studio della romanistica

9-10 settembre 2021

(Call for Papers)

Gentili colleghi e colleghe,

L’Istituto di Romanistica (Romanisches Seminar) dell’Università di Zurigo organizza l’undicesima edizione del Dies Romanicus Turicensis, dal titolo Praesentia/Absentia: nuovi spazi d’interscambio nello studio della romanistica. Il convegno, che avrà luogo il 9 e 10 settembre 2021 presso l’Università di Zurigo, offre a giovani ricercatrici e ricercatori che si occupano di lingue romanze (negli ambiti degli studi letterari, linguistici e culturali) un’occasione di scambio scientifico a livello internazionale. Il comitato organizzatore invita a presentare proposte di intervento entro il 20 febbraio 2021, scrivendo all’indirizzo diesrom@rom.uzh.ch.

Ulteriori dettagli sono indicati nel CfP che segue, disponibile anche all’indirizzo https://www.rose.uzh.ch/de/forschung/forschungamrose/kongresse/diesromanicusturicensis/diesromanicusXI2021.html. Per informazione si prega di scrivere a diesrom@rom.uzh.ch.

Cordialmente,

Martina Albertini, Larissa Binder, Stefano Bragato, Dayron Carrillo Morell, Marguerite Dallas, Charlotte Defrance, Bárbara Garrido Sánchez-Andrade, Alberto Giudici, Antony Kussmaul, Stefano Negrinelli

(comitato organizzatore)

Call for papers: La rappresentazione delle donne: lingua, comunicazione, didattica / La représentation des femmes : langue, communication, didactique / Die Repräsentation von Frauen: Sprache, Kommunikation, Didaktik

Nel 2021 ricorrerà un anniversario capitale in Svizzera: i 50 anni del diritto di voto e di eleggibilità delle donne a livello federale. 

En vue de l’anniversaire de cet événement historique, il convient de réfléchir à une question parallèle à celle de la représentation des femmes au niveau politique : celle de leur représentation dans la langue et, plus généralement, dans la communication. 

In dieser Ausgabe von Babylonia soll über die Repräsentation von Frauen auf allen Ebenen (nicht nur Politik und Prestigepositionen) und in allen Arten von Sprache (verbal, ikonisch usw.) nachgedacht und dabei alle Textsorten berücksichtigt werden – a cominciare da quelle frequentate a scuola, in particolare nella didattica delle lingue.

Deadline: la scadenza per la ricezione di titolo e riassunto dei contributi è fissata al 10 gennaio 2021. Le proposte (in italiano, francese, tedesco, romancio o inglese) sono da inviare a anna-maria.decesare@unibas.ch e/o matteo.casoni@ti.ch

Il CfP completo è disponibile qui: https://babylonia.online/index.php/babylonia/announcement/view/5

Call for papers: Nuove prospettive sull’intertestualità e sugli studi della ricezione. Il Rinascimento italiano

La giornata di studi si svolgerà l’11 e il 12 marzo 2021 all’Università di Losanna.

Comitato scientifico: Simone Albonico, Gabriele Bucchi, Uberto Motta, Franco Tomasi, Marta Fumi, Amelia Juri, Natalia Proserpi, Edoardo Simonato

Deadline: 4 ottobre 2020

Proroga Call for papers -Linguisti in contatto 3. Ricerche di linguistica italiana in Svizzera e sulla Svizzera Convegno dell’Osservatorio linguistico della Svizzera italiana (OLSI) Bellinzona, 19 – 21 novembre 2020

NB: l’invio delle proposte di contributo è stato prorogato al 28 giugno 2020.

Il convegno si propone di riprendere la modalità delle edizioni precedenti, con l’obiettivo di dare la possibilità a studiosi, ricercatori e dottorandi che operano nelle università o in istituti di ricerca svizzeri di far conoscere il proprio lavoro e di condividere idee ed esperienze nel campo della ricerca in linguistica italiana. Inoltre, ripetendo l’esperienza fatta nell’ultima manifestazione di “Linguisti in contatto”, il convegno è aperto anche a relazioni che abbiano come tema la situazione linguistica dell’italiano in Svizzera da parte di studiosi non attivi in Svizzera.

In questa terza edizione, accanto a questi due interessi centrali, si è voluto dedicare un’attenzione particolare alla tematica delle ricerche statistiche su temi linguistici, alla luce soprattutto dell’incidenza che esse hanno o possono avere sulle politiche linguistiche relative alle lingue minoritarie. A questo tema sarà dedicata una tavola rotonda.

Saremo quindi lieti di ricevere proposte di contributi da ricercatori:
– attivi in Svizzera su temi vari di linguistica italiana;
– attivi fuori dalla Svizzera su temi relativi alla (socio)linguistica dell’italiano in Svizzera, anche in forma comparativa con altre lingue e/o realtà linguistiche nazionali.

Presentazione dei contributi

Ogni relatore avrà a disposizione 20 minuti per la presentazione e 10 minuti per la discussione.

Lingua del convegno

La lingua ufficiale del convegno è l’italiano. La tavola rotonda sarà in italiano e francese.

Atti del convegno

Al convegno seguirà la pubblicazione degli Atti a cura dell’OLSI.

Organizzazione

Laura Baranzini, Matteo Casoni, Sabine Christopher

Contatto
e-mail: decs-olsi@ti.ch – Tel. +41 91 814.15.10

Sito del convegno: www.ti.ch/olsi-convegno

Invio delle proposte di contributo
Le proposte di contributo sono da inviare entro il 28 giugno 2020 in forma di riassunto, lunghezza massima 4000 caratteri, spazi inclusi, con l’indicazione del proprio nome, indirizzo e affiliazione, al seguente indirizzo di posta elettronica: decs-olsi@ti.ch

Partecipanti alla tavola rotonda

Gaetano Berruto (Università di Torino)
Renata Coray (Università di Friborgo, Istituto di plurilinguismo) Gabriele Iannàccaro (Università degli studi di Milano Bicocca) Fiona Müller (Ufficio federale di statistica)
Myriam Schleiss (Ufficio federale della cultura)

Comitato scientifico

Bruno Moretti (Università di Berna e OLSI)
Raphael Berthele (Università di Friborgo, Istituto di plurilinguismo) Silvia Dal Negro (Libera Università di Bolzano/Bozen)
Andrea Rocci (Università della Svizzera italiana)
Elena Maria Pandolfi (Divisione della cultura e degli studi universitari) Laura Baranzini (OLSI, Università della Svizzera italiana)
Matteo Casoni (OLSI)
Sabine Christopher (OLSI)


Novità e Call for Papers

altrelettere – A otto anni dalla sua fondazione, la rivista si prepara ora a crescere ulteriormente, pronta ancora una volta a sperimentare nuove forme.

altrelettere è una rivista online dedicata all’italianistica e agli studi di genere ospitata dall’Università di Zurigo all’indirizzo www.altrelettere.uzh.ch. Fondata già nel 2012 altrelettere è una rivista pionieristica nella pratica dell’open access, che unisce il rigore scientifico alla pratica di diffusione gratuita online del sapere. A otto anni dalla sua fondazione, la rivista si prepara ora a crescere ulteriormente, pronta ancora una volta a sperimentare nuove forme. 

Il comitato scientifico è lieto di comunicare che altrelettere è ora ospitata sulla nuova piattaforma HOPE (Hauptbibliothek Open Publishing Environment) dell’Università di Zurigo. La nuova collocazione non solo aumenta la visibilità della rivista, permettendone l’indicizzazione su tutti i maggiori repertori bibliografici e tramite i più diffusi motori di ricerca, ma consente anche una migliore gestione dei materiali, offrendo tra l’altro nuove modalità di ricerca fra i materiali pubblicati e la sottomissione automatizzata degli articoli, in quattro lingue. 

Aspettiamo con piacere i vostri contributi per l’anno accademico 2020, direttamente dal nostro sito web: www.altrelettere.uzh.ch. Alla rubrica intitolata rispettivamente “info / à propos / about / über uns” la voce “proposte / soumissions / submissions / Beitragseinreichung” vi spiega in dettaglio come fare! 

Il comitato scientifico esamina gli articoli ricevuti alla fine di ogni mese. I contributi possono essere inviati in ogni momento dell’anno e verranno pubblicati online subito dopo la loro accettazione definitiva. 

Saremo liete di accogliere suggerimenti e domande, così come i vostri feedback relativi alla nuova struttura, all’indirizzo e-mail della nostra rivista: altrelettere@rom.uzh.ch 

Tatiana Crivelli 

direttrice di altrelettere

(Rivista digitale d’Italianista e Studi di genere – ISSN 1664-6908 – DOI 10.5903/AL_UZH) 

Call for papers: «”Esemplari umani”. I personaggi nell’opera di Primo Levi»

Convegno internazionale, Università di Berna, 1-2 ottobre 2020

2nd Call for Papers Workshop “The many facets of agreement”

Date: 03 October-2019 – 05 October-2019

Location: Zurich, Switzerland

Meeting Email: dai@rom.uzh.ch

Convenors: Michele Loporcaro, Alice Idone, Tania Paciaroni, Serena Romagnoli, Chiara Zanini

Web Site: http://www.dai.uzh.ch/conference

Linguistic Fields: General Linguistics; Linguistic Typology; Romance Linguistics; Morphology; Syntax

Call Deadline: 10 May 2019

Call for Papers:

The theme of this conference is “The many facets of agreement”.

Agreement is a pervasive phenomenon in many languages of the world (Corbett 2006:1), the object of unrelenting typological work (e.g. Matasović 2018), and a constant preoc­cupation of linguists of all persuasions both in the functional-typological approach (e.g. Nichols 2018, Forker 2018, Haig and Forker 2018) and in the formalist camp (e.g. Baker 2008, Preminger 2014). Yet, studies in the field still appear to be seeking a balance between large-scale generalizations and the detailed investigation of typological rara (i.e. traits that are “so un­common across languages as not even to occur in all members of a single […] family or diffusion area”, Plank 2000, cited by Cysouw and Wohlgemuth 2010:1). Notably, closer consideration of the latter may lead one to challenge the former: see e.g. Loporcaro (2015:105-8) for discussion of this issue, partly drawing on Italo-Romance rara now widely accessible through the DAI and analyzed in depth in Paciaroni and Loporcaro (2018).

With a view on furthering discussion in this area, the conference invites abstracts for 20-minute presentations with a typologically-oriented focus on agreement. We are particularly interested in papers dealing with the analysis, both synchronic and diachronic, of (fragments of) the agreement system of un(der)studied languages/language varieties. We also encourage contributions concerned with theoretical issues (e.g. on the insights competing theories may offer in relation to specific agreement phenomena) and with methods for the study of agreement.

References

Baker, Mark C. 2008. The syntax of agreement and concord. Cambridge: Cambridge University Press.

Corbett, Greville G. 2006. Agreement. Cambridge: Cambridge University Press.

Cysouw, Michael and Jan Wohlgemuth. 2010. The other end of universals: theory and typology of rara. In Jan Wohlgemuth and Michael Cysouw (eds). Rethinking universals. How rarities affect linguistic theory. Berlin: De Gruyter Mouton, 1–10.

Forker, Diana. 2018. Gender agreement is different. Linguistics 56(4): 865–894.

Haig, Geoffrey and Diana Forker. 2018. Agreement in grammar and discourse: A research overview. Linguistics 56(4): 715–734.

Loporcaro, Michele. 2015. The impact of morphology on change in agreement systems. In Jürg Fleischer, Elisabeth Rieken and Paul Widmer (eds). Agree­ment from a diachronic perspective. Berlin: De Gruyter Mouton, 104–126.

Matasović, Ranko. 2018. An areal typology of agreement systems. Cambridge: Cambridge University Press.

Nichols, Johanna. 2018. Agreement with overt and null arguments in Ingush. Linguistics 56(4): 845–863.

Paciaroni, Tania and Michele Loporcaro. 2018. Overt gender marking depending on syntactic context in Ripano. In Sebastian Fedden, Jenny Audring and Greville G. Corbett (eds). Non-canonical gender systems. Oxford: Oxford University Press, 147–175.

Plank, Frans 2000. Das grammatische Raritätenkabinett. A leisurely collection to entertain and instruct. Manuscript. Universität Konstanz. http://ling.uni-konstanz.de/pages/proj/ Sprachbau/rara.html.

Preminger, Omer. 2014. Agreement and its failures. Cambridge, MA: MIT Press

Abstract submission details:

Anonymous abstracts should not exceed 500 words (12-point Times New Roman font, with single spacing) including examples, excluding references. They should be submitted in electronic form (PDF or Word document) as attachment to dai@rom.uzh.ch

The email should specify author(s)’ name(s) and affiliation.

Abstract submission deadline: Friday 10th May 2019

Notification of acceptance: Friday 31st May 2019

Queries about the conference can be sent to this email: dai@rom.uzh.ch

Nuove prospettive sulla terza rima – Call for papers

Nuove prospettive sulla terza rima

Call for papers

Ogni forma metrica è sempre allo stesso tempo autonoma ed eteronoma: mentre sembra offrirsi come semplice impalcatura liberamente riutilizzabile, porta con sé anche, vischiosamente, le tracce della propria origine, le connotazioni culturali che vi si associano e insieme le proprie implicazioni formali, che continuano a suggerire e a guidare determinate modalità di organizzazione del discorso. Fin dalla sua nascita la terza rima si dimostra capace di eccezionale versatilità. La potente macchina narrativa della Commedia dantesca poggia anche sulla geniale invenzione di questo metro insieme aperto e chiuso, capace di accogliere tutti gli stili, di esaltare lirismo e dramma, narrazione e speculazione. Se la creazione di una forma nuova risponde a esigenze espressive e poetiche stringenti e ne è la soluzione; se davvero la forma è, con Adorno, «contenuto sedimentato», raramente progetti tanto ambiziosi si sono risolti in mezzi così efficaci. Non stupisce che nei secoli l’esplorazione dei possibili usi della terzina sia stata continua ed intensa.

Il seminario Nuove prospettive sulla terza rima vuole essere un luogo di studio e di confronto per giovani ricercatori che si occupano di testi scritti in terza rima, offrendo l’occasione di approfondire singoli casi di studio, con l’obiettivo di mettere a fuoco la lunga tradizione della terzina nelle sue diverse applicazioni lungo l’intero arco della letteratura italiana. Non si prenderà in considerazione dunque solo il punto di partenza imprescindibile di Dante, ma tutta la storia ininterrotta che va dai volgarizzamenti trecenteschi alla Bassvilliana di Monti, dai Trionfi di Petrarca al teatro musicale del Seicento, dall’Ameto di Boccaccio al capitolo ternario in tutte le sue varietà (bucolica, epistolare, burlesca, pedantesca, elegiaca, satirica…) tra Quattro e Cinquecento, dalla terzina come metro didascalico e traduttivo alla satira del Settecento, da Leopardi a Pascoli, sino al Novecento di Pasolini e alle riprese “neometriche” della stretta contemporaneità, senza dimenticare soluzioni eterodosse ed alternative, come quella polemicamente tentata da Cecco d’Ascoli.
Il seminario si terrà a Verona a settembre o ottobre 2019 e si inserisce all’interno di due percorsi scientifici consolidati e di alto livello: le iniziative veronesi legate ai centenari danteschi, iniziate nel 2015 e che continueranno sino al 2021, con l’intento di diffondere, studiare e celebrare l’opera del sommo poeta; e il ciclo di seminari inaugurato dalle Nuove prospettive sul sonetto (Verona 2016) e proseguito con le Nuove prospettive sull’ottava rima (Ginevra 2017).
Si prevede di organizzare il seminario in tre sessioni: la prima dedicata all’opera di Dante, la seconda alla fortuna della terza rima nella tradizione tra Trecento e Ottocento, l’ultima dedicata alle riprese novecentesche e contemporanee.
Si invitano a partecipare a questa call for papers dottorandi e giovani ricercatori. Le proposte dovranno riguardare testi in terza rima, da Dante al Duemila, indagati principalmente da un punto di vista metrico e stilistico, con particolare riguardo alle strutture discorsive, sintattiche e argomentative. Come punto di riferimento per il taglio degli studi presentati negli anni precedenti si possono tenere in considerazione i contributi inclusi nel volume Otto studi sul sonetto, a cura di Laura Facini e Arnaldo Soldani, libreriauniversitaria.it 2017, realizzato in diretta continuità con il seminario del 2016.
Le proposte, di massimo 300 parole, insieme a un breve profilo bio-bibliografico (formazione, contatti, pubblicazioni, affiliazione accademica), vanno inviate a galavotti.jacopo@gmail.com entro il 31 gennaio 2019. Sono previsti interventi di 30 minuti. Le spese di trasporto, vitto e alloggio saranno a carico degli organizzatori.

Laura Facini
Jacopo Galavotti
Arnaldo Soldani

Call for papers

[CFP] Theories and Methods for History of Translation / Teorie e metodi per la Storia della traduzione / Théories et méthodes pour l’Histoire de la traduction

CALL FOR PAPERS

 

 

*

Teorie e metodi per la Storia della traduzione

 *

un progetto di

Tatiana Crivelli Speciale
(Full Professor, Romanisches Seminar, UZH)

Riccardo Raimondo
(Post-Doc, University of Zurich)

Thomas Vuong
(Post-Doc, University Paris 13)

*

in collaborazione con:
Romanisches Seminar (UZH, Zurich)
Doktoratsprogramms «Romanistik: Methoden und Perspektiven» (UZH, Zurich)
Équipe de Recherche Pléiade (Université Paris13)
University of Ottawa

 

 

Teorie e metodi per la Storia della traduzione

Nelle prime righe della sua opera, L’épreuve de l’étranger (1984), Antoine Berman affermava che «la costituzione di una storia della traduzione è il primo compito di una teoria moderna della traduzione» (Berman 1984: 12). Questa riflessione, a trent’anni di distanza, non può che apparire profetica: lo studio delle traduzioni traccia oggi nuovi cammini, poiché si pensa e si ripensa alla luce delle altre discipline e, in particolare, poiché aspira a far parte della storia letteraria. Nel 1998, in un lavoro pionieristico, Anthony Pym abbozzava una serie di paradigmi per la Storia delle traduzioni: non solo rifletteva su questa disciplina da un punto di vista epistemologico ma offriva anche ai lettori una prima vera «metodologia» (Pym 1998). L’urgenza scientifica di questo nuovo ambito di ricerca ha cambiato il punto di vista della comunità accademica internazionale e possiamo ormai considerare l’insieme dei testi tradotti non solo come della “letteratura” (alla quale si limita troppo spesso lo studio delle traduzioni) ma anche come un “patrimonio intellettuale” che gioca un ruolo cruciale nella storia dei saperi e delle idee (Ballard 2013).

Numerosi articoli, ricerche, tesi di dottorato e altre imprese ben più ambiziose si sono moltiplicate durante gli ultimi anni. È sufficiente segnalare, a titolo d’esempio, due grandi progetti collettivi per dare ai lettori un saggio dello spirito del tempo: la collezione The Oxford History of Literary Translation in English diretta da Stuart Gillespie e David Hopkins (Oxford University Press, 2006-2010) e la collezione Histoire des traductions en langue française diretta da Yves Chevrel e Jean-Yves Masson (Lagrasse, Verdier, 2012-2016).

Tuttavia, nonostante la ricchezza della produzione scientifica, le questioni epistemologiche, teoriche e metodologiche sembrano essere sempre più ignorate nei lavori che hanno l’ambizione di realizzare una storia delle traduzioni. Le sfide di ogni metodo traduttologico influenzano fortemente l’approccio e i risultati della ricerca: ci sembra che le commentatrici e i commentatori, le ricercatrici e i ricercatori più attenti trarrebbero un notevole profitto da un’indagine epistemologica.

Questo Congresso internazionale intende offrire al pubblico universitario un’occasione inedita per riflettere su degli aspetti puramente metodologici. Al di là dello studio dell’opera, del testo, del genere o del corpus, bisognerà dedicare un’attenzione particolare a una visione d’insieme, lasciarsi trasportare da un’ispirazione cartografica.

Come sostiene Astrid Guillaume (2014), bisognerebbe quindi considerare come punto d’inizio, ovviamente, i testi di partenza e quelli di arrivo, ma non limitarsi solo al testo, al corpus e al genere: lo studio delle traduzioni deve contemplare «intere epoche storiche […] dal punto di vista della durata e della contrastività, la storia delle mentalità nel divenire e i tempi che formano lo spirito o influenzano delle generazioni intere» (Guillaume 2014: 381-382). François Rastier metteva già l’accento, nel 2011, sulla necessità di una visione interdisciplinare della storiografia: «le lingue sono troppo spesso ridotte a dei dizionari e delle grammatiche, o a delle sintassi. Bisogna tuttavia tener conto, oltre che del sistema, dei corpus (corpus di lavoro e corpus di riferimento), dell’archivio (quindi della lingua storica), infine delle pratiche sociale nell’ambito delle quali si effettuano le attività linguistiche» (Rastier 2011: 14).

Le future storie delle traduzioni dovrebbero allora confrontarsi con dei dispositivi teorici che permettano di descrivere dei processi storici complessi, oltre che di render conto della dimensione socio-culturale. La storiografia delle traduzioni non potrà quindi ritardare ulteriormente il dialogo, persino lo scontro, con delle nozioni che sono fondatrici nei metodi storiografici e nella critica letteraria. Si evocherà, per esempio, la questione della costituzione di un canone traduttivo, l’identificazione e lo studio delle differenti «tradizioni traduttive» (Venuti 2005) in una prospettiva diacronica, ma anche la possibilità di distinguere degli «immaginari della traduzione» (Raimondo 2016) che ci permettono di descrivere, da un lato, la soggettività dei traduttori (immaginari dei traduttori), dall’altro, le diverse concezioni e rappresentazioni della traduzione (immaginari del tradurre) coinvolti nella ri-mediazione e nella trasmissione dei testi. La storia dei traduttori non può quindi fare a meno della storia del tradurre considerata come cronaca della «cultura della traduzione» (Burke 2007). La storia della traduzione ci offre infine delle prospettive innovanti sullo statuto stesso della traduttologia che si sta aprendo non solo a un «nuovo storicismo comparato» (Coldiron 2011: 98) ma anche a una «traduttologia comparata» (Tyulenev and Zheng 2017).

Per il raddoppiamento delle fonti e la difficoltà nel costruire dei corpora, per la moltiplicazione dei riferimenti testuali e degli elementi paratestuali, per le numerose questioni linguistiche, interlinguistiche e translinguistiche ch’essa pone, la traduttologia diventa un ambito privilegiato per ripesare le fondamenta degli approcci letterari e storiografici. Il compito del critico delle traduzioni è reso più difficile poiché la storia delle traduzioni si confronta non solo all’alterità dell’autore ma anche a quella del traduttore, all’interno di una dinamica di raddoppiamento degli orizzonti. La coscienza di ogni storiografo oscilla vertiginosamente fra il bisogno d’erudizione e il rischio necessario della finzione narrativa, un dissidio che comporta una prudenza euristica. Desideriamo quindi non solo tracciare i contorni di una storia dotta, ma anche considerare la possibilità di riscrivere una nuova storia, un’altra storia, forse persino una «storia naturale della traduzione» (Le Blanc, in uscita 2019).

Le ricercatrici e i ricercatori sono invitati a elaborare dei dispositivi teorici e delle soluzioni metodologiche per la Storia della traduzione. Sono proposte qui di seguito alcune piste di riflessione senza pertanto alcuna pretesa di esaustività:

  • riflessioni epistemologiche per la storia delle traduzioni;
  • nuove teorie per la storia delle traduzioni;
  • metodi storiografici;
  • costituzione ed evoluzione dei corpora;
  • soluzioni per la suddivisione cronologica;
  • la traduttologia attraverso il prisma della storia dei saperi e delle idee;
  • banche dati e “storiografie digitali”;
  • lettura, rappresentazioni grafiche e interpretazione dei dati storiografici;
  • storia delle traduzioni e transmedialità
  • storia delle traduzioni inter-semiotiche (cinema, televisione, arti visive, ecc.);
  • canoni di traduzioni
  • immaginari dei traduttori e immaginari del tradurre

Le proposte d’intervento dovranno essere inviate in italiano, inglese o francese ai indirizzi segnalati qui sotto entro e non oltre l’1 febbraio 2019. Le proposte comporteranno un riassunto di massimo 300 parole, un titolo, una breve notizia biobibliografica e i contatti (e-mail, telefono, ecc.). Le candidate e i candidati selezionati saranno informati all’inizio del mese di febbraio. Il Congresso si terrà al Romanisches Seminar (Università di Zurigo) il 15 e 16 aprile 2019 e si concluderà con una conferenza di Charles Le Blanc (Professore Ordinario, uOttawa) in occasione della pubblicazione del suo ultimo libro Histoire naturelle de la traduction (Paris, Les Belles Lettres, in uscita 2019).

Gli interventi potranno diventare l’oggetto di una pubblicazione. Questi testi dovranno essere inediti, dovranno passare attraverso un’ulteriore selezione e dovranno essere inviati nei mesi successivi al Congresso.

 

Contatti

Dr. Thomas Vuong, ths.vuong@gmail.com

Dr. Riccardo Raimondo, riccardo.raimondo@uzh.ch

 

Bibliografia indicativa

Anne E. B. COLDIRON, ‘Toward A Comparative New Historicism: Land Tenures and Some Fifteenth-Century Poems’, Comparative Literature, vol. 53.2 (2001), p. 97-116.

Michel BALLARD, Histoire de la traduction : repères historiques et culturels, Bruxelles, De Boeck, 2013.

Antoine BERMAN, L’Épreuve de l’étranger. Culture et traduction dans l’Allemagne romantique, Paris, Gallimard, 1984.

Peter BURKE, ‘Cultures of Translation in Early Modern Europe’, in Peter BURKE and R. Po-chia HSIA (ed.), Cultural Translation in Early Modern Europe, Cambridge, Cambridge University Press, 2007, p. 7-38.

Astrid GUILLAUME, ‘Vers une sémiotique diachronique et contrastive des cultures’, in Driss ABLALI, Sémir BADIR, Dominique DUCARD (ed.), Documents, textes, œuvres. Perspectives sémiotiques, Presses Universitaires de Rennes, 2014, p. 381-406.

The series ‘Histoire des traductions en langue française’, ed. by Yves Chevrel et Jean-Yves Masson (Lagrasse, Verdier, 2012-2016).

The series ‘The Oxford History of Literary Translation in English’, ed. by Stuart Gillespie, David Hopkins (Oxford University Press, 2006-2010)

Charles LE BLANC, Histoire naturelle de la traduction, Paris, Les Belles Lettres, forthcoming January 2019.

Anthony PYM, Method in Translation History, Manchester, St. Jerome Publishing, 1998.

Riccardo RAIMONDO, ‘Orphée contre Hermès: herméneutique, imaginaire et traduction (esquisses)’, Meta, vol. 61 (2016), p. 650-674.

François RASTIER, La mesure et le grain. Sémantique de corpus, Paris, Champion, 2011.

Sergey TYULENEV and Binghan ZHENG (ed.), Toward Comparative Translation and Interpreting Studies, Amsterdam, John Benjamins, p. 197-212.

Lawrence VENUTI, ‘Translation, History, Narrative’, Meta, vol. 50.3 (2005), p. 800-816.

 

Link al sito