Ciascuno dei dieci capitoli di quest’innovativa antologia, affidati a rinomati specialisti, illustra uno dei versanti fondamentali dell’immaginario barocco, della sua effervescenza e dei suoi drammi, cogliendone i temi e i tratti stilistici più originali in una chiave interdisciplinare. Dopo una sintetica contestualizzazione volta a segnalare gli snodi cronologici dell’epoca, i generi e le istituzioni culturali dominanti e i principali luoghi di codificazione di una civiltà al tempo stesso cosmopolita e regionalmente differenziata, vengono documentati gli aspetti essenziali della cultura letteraria italiana del XVII secolo: da un lato, il primato dell’ingegno, della ricerca e della sperimentazione intellettuale, con singolari esiti di perspicacia e originalità; dall’altro, l’affermazione, nell’esperienza estetica barocca, di un sentimento di stupore e meraviglia al cospetto delle infinite articolazioni della realtà. I due volti della temperie secentesca, e cioè il senso della precarietà e dell’evanescenza del reale (umano e naturale, storico e universale) e l’inseguimento dell’unità e dell’armonia perdute (nelle numerose declinazioni possibili: l’enciclopedia, il museo, la biblioteca), costituiscono l’ipotesi ermeneutica che, un capitolo dopo l’altro, è stata approfondita e sottoposta a nuova verifica.
Concentrandosi sull’interazione dell’opera di Dante con il pensiero (e le turbolenze) politiche e religiose del Rinascimento europeo, e considerando pubblicazioni provenienti da Italia, Francia, Svizzera, Germania, Inghilterra, il volume mostra come l’opera di Dante sia stata diffusa, tradotta, interpretata e rifunzionalizzata, ma anche sottoposta a manipolazioni nel periodo di fondazione del mondo politico moderno. Se alla fine del XV secolo, in un momento in cui Dante era già ben noto, la stampa aveva valorizzato erroneamente il poeta come traduttore dei sette salmi penitenziali e autore di un Credo, pubblicati con successo e con varie ristampe, appare evidente che di quest’autore si potesse varare ciò che meglio rispondeva alle richieste del mercato editoriale e agli interessi dei lettori. Non è un caso, quindi, che nel secolo successivo la Commedia e il trattato politico De Monarchia furono portati a esempio di posizioni antipapali, in special modo nel mondo riformato e in ambienti eterodossi. Proprio in questa congiuntura culturale e religiosa l’uso dell’opera dantesca, in particolare del trattato politico, si presenta come decisiva nelle controversie confessionali, quindi anche nel processo di fondazione di una nuova scienza politica in Europa, indipendente dalla religione.
Il Dizionario riunisce i concetti fondamentali della linguistica del testo, vale a dire, in prima approssimazione, della disciplina che coglie le peculiarità semantiche e linguistiche delle enunciazioni che vanno oltre la frase. Le voci si articolano in due insiemi: voci maggiori e voci minori. Le prime, organizzate secondo una ratio concettuale, definiscono, affrontando anche tematiche trasversali, il quadro teorico di riferimento; le seconde, organizzate in base a un criterio alfabetico, definiscono concetti puntuali: alcuni, i più numerosi, elaborati dalla stessa linguistica del testo (anafora, connettivo, progressione del topic, tipo e genere testuale ecc.), altri presi in prestito da altre discipline ma plasmati in prospettiva testuale (presupposizione, implicatura, segnale discorsivo ecc.). Per la loro forza euristica, descrittiva ed esplicativa, i concetti definiti nel Dizionario hanno mostrato negli anni di essere costruttivi, se non imprescindibili, anche per le scienze umane e sociali nel loro complesso. Alle loro riflessioni linguistiche offrono ampiezza – le analisi oltrepassano i confini della frase – e profondità – le analisi acquistano spessore funzionale.
La crisi sanitaria è stata drammatica e inaspettata, caratterizzata da cambiamenti rapidi e da un clima di paura e incertezza. In questa situazione eccezionale, per le istituzioni è emersa subito la necessità di comunicare in modo chiaro, efficace e attento ai loro destinatari, i cittadini.
Questo volume, frutto di un progetto di ricerca dell’Università di Basilea, offre un’analisi approfondita della comunicazione istituzionale in Ticino e nei Grigioni durante i primi due anni della pandemia da Covid-19. Descrive, valutandone la qualità, la lingua usata dalle autorità in diversi generi testuali, come ad esempio le leggi e le ordinanze, le schede informative, le domande frequenti, i testi scritti in lingua facile, i comunicati stampa e le campagne di informazione sui social media, ed esamina come queste informazioni sono state riportate dai quotidiani ticinesi e grigionesi.
Il volume è a cura di Angela Ferrari, Annalisa Carlevaro, Daria Evangelista, Letizia Lala, Terry Marengo, Filippo Pecorari, Giovanni Piantanida e Giulia Tonani, e ha ottenuto il sostegno del Fondo Nazionale Svizzero per la ricerca scientifica (FNS).
Il volume è disponibile ad accesso libero a questo link: https://www.edizionicasagrande.com/attach.php?id=50
Si può usare la virgola prima di e? E tra un soggetto e un predicato? Si può inserire il punto tra una frase principale e una subordinata? Il punto e virgola sta davvero scomparendo? Domande come queste figurano tra i principali dubbi espressi dal pubblico non specialista ai servizi di consulenza linguistica attivi in rete. In effetti, la punteggiatura pone numerosi problemi a chi scrive in italiano; e le reminiscenze scolastiche, nella maggior parte dei casi, confondono le idee anziché venire in aiuto. Per risolvere le difficoltà, è utile assumere un punto di vista diverso da quello della didattica tradizionale: occorre riconoscere alla punteggiatura il ruolo essenziale che ha nella comunicazione scritta e nella costruzione di testi coerenti. È questo il punto di vista della linguistica moderna, ed è anche il punto di vista assunto in questo libro: l’obiettivo del volume è aiutare lettrici e lettori a capire meglio come funziona la punteggiatura, a usare con maggiore consapevolezza i diversi segni interpuntivi, e – in ultima analisi – a scrivere meglio.
Questo numero di Versants, a cura di Giovanna Cordibella e Sara Garau,è dedicato al tema della co-creazione e della collaborazione letteraria in area italiana, con un interesse particolare per i processi che caratterizzano le dinamiche della co-creazione e un’apertura a esperienze che coinvolgono diverse forme di espressione, codici e linguaggi, al fine di comprendere la collaborazione anche come possibile occasione di interazione tra domini artistici ed espressivi diversi. L’arco cronologico ricoperto dai saggi raccolti nel fascicolo, dal xv al xx secolo, è ampio, a dire della trasversalità storica del fenomeno; un accento particolare è posto tuttavia sul Novecento e sul contesto delle (Neo-)Avanguardie.