Celio Secondo Curione, «Pasquillus extaticus» e «Pasquino in estasi». Edizione storico-critica commentata, a cura di Giovanna Cordibella e Stefano Prandi

Il «Pasquillus extaticus» di Celio Secondo Curione («Pasquino in estasi» nella sua versione italiana) è una delle più significative e influenti opere della dissidenza religiosa nel Cinquecento. Traendo spunto dallo sviluppo del genere della pasquinata in ambito riformato, Curione concepisce una grottesca visione oltremondana che gli permette di porre sotto accusa l’intero impianto dogmatico della Chiesa di Roma. La presente edizione, ricostruendo sulla base di nuovi documenti una vicenda editoriale particolarmente intricata, mette per la prima volta a disposizione del lettore il testo critico della prima redazione latina e volgare del dialogo, fornendo un apparato di varianti e un articolato commento. Le ricerche preparatorie all’edizione hanno tra l’altro permesso di portare alla luce ben sette codici apografi, testimonianza dell’intensa circolazione manoscritta dell’opera nell’Europa del Cinque e Seicento, e di individuare inoltre, tra le molte edizioni a stampa latine, quella cruciale per la prima fase redazionale, consentendo una significativa retrodatazione della princeps del «Pasquillus extaticus» al periodo anteriore alla fuga in Svizzera di Curione, avvenuta nel luglio del 1542.

Firenze, Olschki (Biblioteca dell’«Archivum Romanicum». Serie I, vol. 465), 2018
cm 17 x 24, IV-316 pp. con 7 figg. n.t.
[ISBN 978 88 222 6419 0]
Prospetto illustrativo
Sito dell’editore

Marino Fuchs, Enrico Filippini editore e scrittore. La letteratura sperimentale tra Feltrinelli e il Gruppo 63 (Carocci, 2018)

Le vicende che legano Enrico Filippini alla casa editrice Feltrinelli e alla nascita del Gruppo 63 sono al centro di un’ampia indagine, condotta su documenti d’archivio, che chiarisce i rapporti tra la neoavanguardia e l’industria culturale in anni decisivi (1954-69) per l’apertura della cultura italiana a un orizzonte internazionale. Il volume traccia un ritratto a tutto tondo di Enrico Filippini (filosofo, letterato editore, traduttore della letteratura tedesca, scrittore neoavanguardista, giornalista e critico militante) mettendo in luce il legame tra le varie attività e il suo impegno etico. Dalla Milano degli anni Cinquanta, che lo vide protagonista, insieme a Enzo Paci, della riscoperta della fenomenologia e della traduzione di Husserl, al progetto negli anni Sessanta di un aggiornamento della cultura italiana destinato a effetti duraturi. La sua mediazione transnazionale fu fondamentale tanto per la fondazione del Gruppo 63 quanto per la promozione all’estero delle opere di Edoardo Sanguineti (Capriccio italiano e Triperuno).

Marino Fuchs, Enrico Filippini editore e scrittoreLa letteratura sperimentale tra Feltrinelli e il Gruppo 63, Carocci, Roma 2018 (314 p., € 29, ISBN: 9788843089574).

Enrico Filippini editore e scrittore Marino Fuchs

Marino Fuchs è borsista del Fondo nazionale svizzero e svolge attività di ricerca presso il Centro Studi Franco Fortini dell’Università di Siena. Ha conseguito il dottorato di ricerca all’Università di Losanna, dove ha lavorato come assistente e tenuto corsi presso la Sezione di Italiano. Con “Enrico Filippini editore e scrittore” ha ottenuto il Premio Fondazione Felix Leemann 2017 per il miglior dottorato in italianistica e il Prix de Faculté de l’Université de Lausanne. Oltre alla monografia su Filippini è in stampa anche: Edoardo Sanguineti – Enrico Filippini, Carteggio 1963-1977, cura, introduzione e note di M. Fuchs, Mimesis, Milano.

Per maggiori informazioni:

Sito ufficiale: http://www.marinofuchs.com

Sito dell’editore: http://www.carocci.it

Intervista Corriere del Ticino: CDT_19_02_2018 27

Sebastian Schütze – Maria Antonietta Terzoli, William Blake, La “Divina Commedia” di Dante (Taschen, 2017)

Negli ultimi anni di vita, il poeta e artista William Blake compose 102 illustrazioni per la Commedia dantesca, spaziando dagli schizzi a matita agli acquerelli. Oggi le illustrazioni, rimaste a diversi stadi di compiutezza, sono disperse in sette diverse istituzioni e musei. Questa nuova edizione le riunisce nuovamente. Le riproduzioni sono accompagnate dalla citazione dei versi di Dante a cui si ispirano e da una puntuale descrizione. Due saggi introducono il lettore all’opera di Dante e a quella di Blake. L’importanza della Commedia per gli artisti è testimoniata da opere di Sandro Botticelli, Michelangelo Buonarroti, Eugène Delacroix, Gustave Doré e Auguste Rodin. Il libro è contemporaneamente in cinque edizioni, in italiano, tedesco, inglese, francese e spagnolo.

Die Göttliche Komödie von Dante gilt als grösstes literarisches Werk der italienischen Sprache und Meisterwerk der Weltliteratur. Das Opus beschreibt die Reise des Dichters durch Hölle und Fegefeuer in den Himmel, und auf einer tieferen Ebene den symbolischen Weg der Seele zu Gott. In seinen letzten Lebensjahren vollendete der Poet und Maler William Blake 102 Illustrationen zu Dantes epischer Dichtung, die von Bleistiftskizzen bis hin zu fertigen Aquarellen reichen. Blake gelingt es, die visionäre Kraft von Dantes Sprache in Bilder zu übersetzen und in ihrer ganzen Spannbreite darzustellen: von den Qualen der Hölle bis zur Glückseligkeit des Paradieses, von grausamen Verstümmelungen der Verdammten bis hin zur göttlichen Schönheit der Erlösten. Wenngleich Blake dem Text Dantes treu blieb, brachte er seine eigene Betrachtungsweise zu zentralen Themen des Werkes ein. Heute befinden sich Blakes Zeichnungen in sieben verschiedenen Institutionen. Diese Edition vereint sie wieder und stellt ihnen Schlüsselverse aus Dantes Werk zur Seite. Zwei Essays führen den Leser in das Werk von Dante und Blake ein. Wie gross der Einfluss der Göttlichen Komödie auf die Werke der bildenden Kunst war, zeigen Arbeiten von Sandro Botticelli, Michelangelo, Eugène Delacroix, Gustave Doré und Auguste Rodin. Alle Illustrationen werden ausführlich erläutert. Diese Begegnung von zwei der grössten Künstler aller Zeiten ist überwältigend und wird in so universellen Themen wie Liebe, Schuld, Sühne, Rache und Erlösung anschaulich.

 

Scheda dell’editore

La critica letteraria nell’Italia del Settecento. Forme e problemi (Longo 2017)

a cura di Gabriele Bucchi e Carlo Enrico Roggia.

 

Negli ultimi decenni del Seicento l’Italia si trovò a fare i conti con gli albori di una critica letteraria di stampo europeo che, pur richiamandosi ai modelli classici (Aristotele, Orazio, il trattato Del sublime), mostrava sul piano delle forme e dei contenuti caratteri in gran parte nuovi e ad essa sconosciuti. È però nel corso del secolo successivo che, accettato il confronto con il prestigio acquisito dalle altre nazioni (Francia e Inghilterra soprattutto), letterati, eruditi e critici italiani si impegnarono più decisamente a ripensare categorie e modalità riflessive ereditate dalla tradizione. Il dibattito sulla letteratura ne uscì rinnovato tanto nelle categorie critiche che nel progressivo ampliamento dei generi testuali: al dialogo e al trattato succedono l’articolo di giornale, il pamphlet, la lettera satirica, il dialogo immaginario, il saggio monografico, la parodia metaletteraria. Accanto a queste nuove tipologie di intervento critico, frutto di un’ansia di rottura col passato ma anche di umori e idiosincrasie personali, l’erudizione e la filologia del Settecento hanno portato a compimento iniziative editoriali ancor oggi preziose e ineguagliate. Gli undici saggi che compongono il volume, frutto di due giornate di studio svoltesi all’Università di Losanna nell’ottobre 2016, gettano luce su queste forme di ripensamento o di sistemazione della nostra tradizione letteraria, nonché al sorgere di nuovi interrogativi sul ruolo della letteratura e del letterato nell’età dei Lumi.

 

Indice

Giulio Camber Barni, La Buffa e altre poesie (Libreria del Ponte rosso, 2017)

A cura di Lorenzo Tommasini; prefazione di Walter Chiereghin; con un saggio critico di Fulvio Senardi.

 

Giulio Camber Barni (1891-1941) fu uno di quei triestini che all’epoca della Prima guerra mondiale, nonostante fossero sudditi dell’Impero autro-ungarico, decisero di combattere con l’esercito italiano. Da questa esperienza trasse spunto per la composizione di un volume di versi, La Buffa, pubblicata prima in rivista e poi, nel 1935, in volume. Nei suoi versi Barni si concentra sopratutto sugli aspetti più quotidiani e umani del conflitto con una grande capacità narrativa che gli ha attirato i consensi di critici e letterati importanti quali Umberto Saba, Virgilio Giotti ed Eugenio Montale. La sua opera trova ora una nuova sistemazione critica in questo volume che raccoglie tutte le poesie pubblicate accompagnate da un apparato che dà conto delle varianti fra le edizioni.

Link

Lorenzo Tomasin, L’impronta digitale. Cultura umanistica e tecnologia (Carocci 2017)

 

L’informatica è davvero il latino del XXI secolo, come afferma oggi chi propone la cultura tecnologica quale nuovo cardine di istruzione, ricerca e politica culturale? La tecnologia sta influendo profondamente sulla cultura umanistica: dalla formazione di base alla ricerca avanzata, essa non offre solo preziosi strumenti al servizio delle scienze, e delle scienze umane in particolare, ma in molti casi tende a riscriverne obiettivi e linguaggi, ponendone in discussione il ruolo nella società e nel sistema dei saperi. Anziché come proficuo mezzo a disposizione di tutte le discipline, la tecnologia si pone spesso come fine o centro del discorso culturale. Il rimedio a questa deriva non è la tecnofobia, ma un’alternativa ragionevole all’oltranza digitale. Nel volume l’autore propone una risposta graffiante ai pericoli di una diffusa idea ingegneristica di lingue, storia e cultura.

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SANTI, SANTITÀ E AGIOGRAFIE NELL’ITALIA SETTENTRIONALE. Percorsi letterari e storico-artistici tra Medioevo e età moderna (ETS 2017)

Quaderni della Sezione di Italiano dell’Università di Losanna (14)

a cura di Simone Albonico e Nicolas Bock

 

 

Lo studio della fortuna storica dei santi, e di ciò che gli si annette sul versante spirituale e ideologico, costituisce senza dubbio un campo arduo da molti punti di vista: documentario (per la varietà e il numero altissimo delle resultanze, che si fatica a dominare), metodologico (per la necessità di un incrocio tra ambiti disciplinari di norma separati), espressivo-linguistico (per l’opportunità di ricostruire la fortuna del santo tanto nei testi quanto nelle arti) e cronologico (per l’estensione plurisecolare e spesso millenaria delle trafile testuali, artistiche, liturgiche e devozionali). A ciò si aggiunge la caratterizzazione geografica delle tradizioni, evidente e nota nelle espressioni figurate ma non meno significativa per le scritture e per gli aspetti cultuali.
Il volume si propone di rappresentare, almeno in parte, tale varietà e complessità: incentrato su un’ampia regione culturale in colloquio continuo con quelle circostanti ma con peculiarità ben individuabili, promuove la convivenza di prospettive d’indagine storica, artistica, letteraria e ideologica come impostazione critica ideale per affrontare questo vasto e articolato comparto degli studi.

 

Contributi di Piero Majocchi, Stefano Candiani, Denise Zaru, Zeno Verlato, Simone Albonico, Frédéric Elsig, Saida Bondini, Anne Jacobson Schutte.

 

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FEDERICO HINDERMANN POETA E INTELLETTUALE (ETS 2017)

Quaderni della Sezione di Italiano dell’Università di Losanna (13)

a cura di Matteo Pedroni

 

A una ponderata lettura dell’opera di Federico Hindermann (1921-2012) da sempre si oppone la mancanza di una considerazione complessiva delle sue componenti principali. Ragioni geografiche, cronologiche e linguistiche hanno infatti separato l’attività dell’intellettuale, attivo fin dagli anni ’40, tra Basilea e Zurigo, nell’ambito del giornalismo culturale e dell’editoria, da quella del poeta in italiano, sbocciata improvvisamente, a sud delle Alpi, trent’anni dopo. La critica ha certamente sofferto di queste fratture e ha finora operato nella discontinuità: la perlustrazione che qui si offre, a largo raggio e con prospettive variate, si propone di fornire un primo ritratto unitario di una figura che ha lasciato una traccia significativa su diverse generazioni di scrittori e uomini di cultura italiani e svizzeri.

Nel volume sono raccolti saggi di Georges Güntert, Fabio Pusterla, Pietro Montorfani, Georgia Fioroni, Stefano Barelli, Rodolfo Zucco, Matteo M. Pedroni, Anna Felder, Enrico Lombardi, Niccolò Scaffai, Antonella Pilotto. L’Inventario del “Fondo Federico Hindermann” di Berna è curato da Daniele Cuffaro.

 

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Maria Antonietta Terzoli, Invenzione del moderno. Forme, generi e strutture da Parini a Foscolo (Carocci, 2017)

Scheda dell’editore

Il volume propone un approccio originale a Settecento e primo Ottocento, indagando costanti e variazioni strutturali in forme e generi letterari di forte rilevanza storica come dedicatorie, romanzo epistolare, poema didascalico (Parini), scrittura autobiografica (Alfieri, Foscolo), nel momento di particolare tensione che precede e segue la fine traumatica dell’ancien régime. La nascita della critica letteraria moderna è osservata anche nella sua sofisticata relazione con la scrittura creativa.

“Margini. Giornale della dedica e altro”, 2017, 11

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Numero 11

Collegato all’Archivio informatico della dedica italiana, «Margini. Giornale della dedica e altro» vuole essere un giornale di scambio intellettuale e di riflessione teorica e storica su un argomento che negli ultimi anni ha incontrato un crescente interesse nel mondo scientifico: le dediche e altre parti dell’opera che, operativamente e adottando una terminologia ormai in uso, possiamo chiamare paratesti. O anche, con formula solo in apparenza analoga, “margini del libro”. Diretto da Maria Antonietta Terzoli, prevede un comitato scientifico internazionale: Alberto Asor Rosa (Università “La Sapienza”, Roma), Andreas Beyer (Universität Basel), Mario Lavagetto (Università di Bologna), Helmut Meter (Universität Klagenfurt), Marco Paoli (Biblioteca Comunale di Lucca), Giuseppe Ricuperati (Università di Torino), Sebastian Schütze (Universität Wien). Flessibile e funzionale alla ricerca, «Margini» si compone di tre sezioni, Saggi, Biblioteca, Wunderkammer: la prima comprende studi inediti su dediche e marginalia di varia natura, la seconda propone in facsimile digitale articoli classici sull’argomento, la terza ospita trattatistica antica, antologie e raccolte di dediche, voci di dizionario, testi narrativi, iconografia e curiosità legate al tema. Elemento di coesione del giornale non è un’affinità metodologica o disciplinare, né una comune collocazione cronologica o geografica degli oggetti studiati, bensì una ricerca – anche molto differenziata nei metodi – su oggetti funzionalmente affini, benché tipologicamente dissimili e lontani nel tempo e nello spazio. Studiando il modificarsi di forme, strategie e funzioni di questo genere di testi, “Margini” ambisce a indagare il ruolo dello scrittore attraverso i secoli e le culture, ma anche ad analizzare la complessa, e spesso sofisticata interazione che si stabilisce tra le diverse parti di un’opera.