L’universo del beffato. Implicazioni narratologiche di un tema novellistico – Prof. Dr. Giancarlo Alfano (Università degli studi di Napoli Federico II)

L’universo del beffato

La novella di beffa presenta un profondo interesse narratologico. Da un lato, infatti, si presenta come abile macchinazione di menti maliziose, e dunque si svolge al livello della fabula (o plot). Dall’altro, una tale macchinazione non può realizzarsi senza la partecipazione della vittima: è infatti necessario sia che la beffa sia coerente col modo di essere e fare del beffato, sia che essa sia narrata tenendo conto del punto di vista del beffato.

Letteratura prima della memoria. Primo Levi e la scrittura della Shoah nei primi anni del dopoguerra (1944-1948) – Prof. Dr. Robert S. C. Gordon, University of Cambridge

Parlare e scrivere della Shoah comporta quasi obbligatoriamente parlare della memoria e della testimonianza. Ma il “paradigma della memoria” emerge nel dopoguerra insieme a una serie di altri paradigmi e di altre forme letterarie, in uno spazio conteso. La memoria stessa, dunque, va studiata e contestualizzata anch’essa nella sua contingenza storica. La conferenza intende tracciare una mappa del contesto in cui Primo Levi scrive e pubblica la prima edizione di Se questo è un uomo (1947), per capire le altre forme letterarie a cui attinge, insieme a, e oltre la memoria.

L’aneddotica dantesca fra testi e immagini – Prof. Dr. Luca Carlo Rossi (Università di Bergamo)

Il mito di un autore si fonda non solo sul suo peso culturale ma anche, e tavolta soltanto, sulle notizie riguardanti la sua vita. Vere o false poco importa, conta che siano memorabili e, se possibile, divertenti. Figuriamoci cosa succede con il poeta più rappresentativo della letteratura italiana. Gli aneddoti con Dante protagonista raccontano in realtà il percorso storico della ricezione del profilo intellettuale del poeta e alimentano il suo mito, anche grazie alla diffusione attraverso le immagini. 

Diaspora del cuore / Diaspora des Herzens di Grytzko Mascioni – Mevina Puorger e Simone Zecca

La serata invita il pubblico a (ri)scoprire l’eredità poetica di Grytzko Mascioni (1936-2003), autore di versi e prosa, mediatore culturale e vivace protagonista del secondo Novecento. L’incontro è dedicato alla recente pubblicazione bilingue di 52 poesie mascioniane, Diaspora nel cuore // Diaspora des Herzens, corredate dalla traduzione in lingua tedesca a cura di Christoph Ferber. Presenzieranno l’editrice Mevina Puorger e lo studioso e curatore dell’opera mascioniana Simone Zecca.

Viaggio nella qualsiasità. Intorno ai film di Gianni Celati – Gabriele Gimmelli

“Qualsiasi scena è buona, non esiste il bello o il brutto nei paesaggi, esiste solo l’affettivo e il disaffettivo”: un percorso all’interno della filmografia di Gianni Celati a partire dall’esordio di Strada provinciale delle anime (1991), per mettere in luce le scelte stilistiche, a metà tra fiction e documentario, e le motivazioni poetiche alla base del suo approccio brut e imprevedibile all’audiovisivo.

Il prima e il dopo dell’acqua – Laura Accerboni

L’autrice, accompagnata da Marica Iannuzzi, presenterà i libri Acqua acqua fuoco (Einaudi, 2020) e Il prima e il dopo dell’acqua (in corso di pubblicazione sempre per Einaudi). Il dialogo sarà inframmezzato da letture, brevi performance al cui centro stanno la casa e la città, luoghi metamorfici che crollano addosso a chi li abita e che aprono ad abissi vertiginosi («È domani / che ci staccano / la luce / Ma le discese / che si aprono / nella stanza / hanno abissi / luminosi»).

La lunga vita di Marianna Ucrìa dalla pagina allo schermo – Dr. Emma Grootveld, Leiden University

Quale “grammatica di trasformazione” sottostà al film Marianna Ucrìa di Roberto Faenza (1997), tratto dal romanzo storico La lunga vita di Marianna Ucrìa di Dacia Maraini? Emma Grootveld la metterà in luce a partire dalla rappresentazione eroica (protofemminista?) della protagonista, una donna sordomuta vissuta in Sicilia nella prima metà del Settecento, desiderosa di emanciparsi dal sistema patriarcale oppressivo che la circonda.

“Giovannino” di Giovanni Pascoli: l’elaborazione e gli abbozzi della regressione all’infanzia – Prof. Dr. Marco Antonio Bazzocchi, Università di Bologna

La lezione affronta un testo pascoliano centrale nei Canti di Castelvecchio, “Giovannino”, che si trova al termine del ciclo lirico Il ritorno a San Mauro. Attraverso l’analisi degli abbozzi e del testo finale, possiamo elaborare alcune ipotesi sulla modalità con cui Pascoli ha lavorato a lungo sul tema della regressione all’infanzia e sulla creazione di un alter-ego infantile che viene scelto come interlocutore dall’io lirico. Abbozzi e varianti possono servirci per capire come Pascoli sia arrivato a fissare, seppur in modo non definitivo, un tema lirico che si dirama in tutta la sua opera, creando aggregazioni linguistiche e simboliche con diverse declinazioni, in modo da portare un testo poetico verso la natura narrativa di un percorso autoanalitico.

“Before Ferrante”: Mapping Translation of Italian Women Writers – Mara Travella, Università di Zurigo

All’interno di questo intervento – che s’inserisce in un progetto più ampio dal titolo Before Ferrante e sostenuto dal Centre for Women’s Writing di Londra – Mara Travella (Università di Zurigo) presenterà i vari strumenti digitali disponibili per la visualizzazione dei network di una o più autrici fuori dal campo nazionale italiano.

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Divenire drago: esplorazioni nell’opera di Ortese – Dr. Elisa Attanasio, Università di Bologna

Presentazione del saggio sull’opera di Anna Maria Ortese (1914-1998) che fa interagire romanzi, articoli e lettere dell’autrice con riflessioni provenienti dall’ambito filosofico e antropologico. Al centro del libro si colloca quella rete di alleanze – visibili ma anche sotterranee – che la scrittura di Ortese intesse con altre pensatrici e pensatori della nostra epoca; alla base c’è una messa in crisi delle idee di anthropos, di natura, di relazione con gli animali, di agentività di piante e agenti atmosferici. Come Ortese ripensa e apre la questione dell’essere umano situato in un pianeta Terra non più inerme e oggettivo, bensì capace di reagire, anche in modi imprevedibili?